San Pantaleone nell’Agiografia Ortodossa

orientale1S. Pantaleone, il Misericordioso (secondo le indicazioni divine date al momento del battesimo di sangue), è fortemente presente nella religiosità ortodossa che venera la figura del Martire e ne ha fatto oggetto durante i secoli della propria produzione artistica. Le testimonianze iconografiche provenienti dall’Oriente e dalla Russia permettono di ricostruire il ruolo centrale della figura del Santo, che appare inevitabilmente legata ai due elementi principali: la definizione di medico e quella di martire. In Oriente non si avverte il rapporto tra il santo e le acque come nell’area europea occidentale, piuttosto si sottolinea la sua funzione di santo medico, onde la frequentissima intitolazione di cappelle negli ospedali e case di cura.

Nell’anno 330 Nicomedia dovette cedere il rango di capitale dell’impero alla nuova città di Costantinopoli, in cui, nei successivi tre secoli cristiani, si costruirono diverse chiese in onore di San Pantaleone. E tanto fu l’onore di cui fu circondata la figura del martire che al nome di Pantaleone, nella chiesa greca, viene aggiunto la particolare qualifica di megalomartus, cioè grande martire. Nella città di Nicomedia, al tempo di Costantino il Grande, si ergeva una Chiesa dedicata al nostro Santo. Un Convento dedicato a San Pantaleone fu edificato a Costantinopoli dall’Imperatrice Teodora, moglie di Giustiniano, verso il 500. Nella Chiesa Greca la devozione a San Pantaleone è presente soprattutto al monte Athos dove, fra i venti monasteri, ha una particolare dignità artistica il Monastero di San Pantaleone sulla costa orientale della penisola. Ad Atene esiste la grande chiesa di San Pantaleone. Le cronache ricordano come, grazie alla sua intercessione, nel 1154, il Gran Principe di Kiev Iziaslav II si salvasse miracolosamente nel corso di una cruenta battaglia e, non a caso, proprio in Russia, dove il culto del “Megalomartire Pantelimon” e diffusissimo (nel 2000 un milione di fedeli ha venerato le sacre reliquie nella cattedrale di Mosca), sorsero anche numerosi ospedali a lui dedicati, demoliti, purtoppo, durante il regime totalitario. Per l’area della chiesa orientale, Enrico Morini ha catalogato limitatamente alla Grecia 173 monasteri e chiese dedicati a San Pantaleone (propriamente 11 monasteri e 162 chiese e cappelle).

Nelle sante icone, San Pantaleone è raffigurato come un giovane dai fini lineamenti e dall’ampia capigliatura ondulata. Regge nella mano sinistra il tipico cofanetto da medico, destinato a contenere gli unguenti medicinali. Nella mano destra ha probabilmente la spatola per raccogliere gli unguenti, o, in alternativa, un sottile ferro chirurgico. Nonostante egli sia raffigurato nella veste di chi esercita la professione e l’arte medica, dal suo volto emana tutta l’ascesi e la spiritualità della classica pittura bizantina. Questa bellezza esteriore, però, esprime una delle idee principali realizzate in iconografia: il volto come lo specchio dell’animo, così la bellezza del Santo è in sintonia con la sua natura misericordiosa, pura e fedele. secondo i canoni molto conservativi degli iconografia San Pantaleone “ e giovane come San Giorgio, in una mano tiene un’ampolla, nell’altra la penna.

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