Le Luminarie

campanileLa nascita delle luminarie non si può datare con certezza, ma con ogni probabilità può essere collocata in età barocca. Fin dalle origini, comunque, le luminarie sono con certezza associate alle celebrazioni religiose in onore dei santi, alle feste patronali e consistono in lampade ad olio, dotate spesso di “paralumi” in carta colorata.

Fin dal Settecento le strutture lignee erano addossate alle facciate degli edifici che, in tal modo, venivano illuminate con bicchieri colorati, contenenti olio ed uno stoppino per l’accensione.

Successivamente le impalcature si sganciarono dalle facciate degli edifici, divenendo strutture autoportanti alimentate a gas. A Ravello è ancora vivo il ricordo delle illuminazioni ad acetilene che venivano allestite in Piazza Duomo: le fiammelle brillavano su pali ornati per l’occasione con fronde di mirto e fiori di carta. Il combustibile veniva prodotto in una sorta di caldaia in cui il carburo di calcio entrava in contatto con l’acqua innescando la reazione chimica. Oggi, invece, il compito di disegnare tralci vegetali e floreali, di delineare i profili di case e di strade è affidato alle migliaia di lampadine variopinte che trasmettono tutto il colore e il  calore della festa. Dalla lampada ad olio all’illuminazione a carburo fino ad arrivare alla luce elettrica, le luminarie continuano ad essere uno degli aspetti più caratteristici della festa in grado di unire tradizione e innovazione.

Ultimi Commenti